Serve un’economia del futuro
La Malfa parte dalla constatazione che l’Italia è una situazione di stagnazione strutturale da un quarto di secolo per cui sarebbe necessario attivare un allarme rosso. Passa poi a enucleare alcune proposte per cercare di invertire la rotta.
Gli indicatori da cui parte La Malfa sono relativi all’andamento dei redditi nei paesi dell’UE. “Ho scelto due indicatori che sono inconfutabili: fra il 2004 e il 2024 il reddito procapite in seno all’Unione Europea è cresciuto del 20%. In taluni paesi entrati di recente in Europa che partivano da redditi molto bassi la crescita è stata molto superiore alla media. Nei grandi paesi dell’Europa Occidentale chi ha fatto peggio è la Spagna, dove il reddito procapite è cresciuto dell’11%. In Francia è cresciuto del 22, in Germania del 24%. In due soli paesi il reddito procapite è diminuito: in Grecia del 5%, in Italia del 4%. Venti anni fa il nostro reddito procapite superava quello medio dell’Unione Europea del 20%, oggi è di circa il 15% sotto la media”.
La strategia che La Malfa propone ha al suo centro la scuola, la ricerca, l’istruzione. “La sola strada che l’Italia può imboccare — e che a mio avviso deve imboccare al più presto — è fare massicci investimenti nella scuola, nell’Università, nella ricerca scientifica di base, nella ricerca applicata, nell’acquisizione di nuove tecnologie, nel sostegno agli investimenti nei settori avanzati, nella promozione delle start-up tecnologiche e così via.“. Per quanto riguarda le risorse La Malfa fa presente che “Ovviamente servirà, all’inizio della ormai prossima legislatura, partire da una analisi spietata del bilancio, ma per esempio sarebbe un giusto segnale prendere 13 miliardi che il governo attuale ha messo nel progetto pluriennale di bilancio per la costruzione del ponte sullo Stretto di Messina e trasferirli integralmente alla scuola e alla ricerca scientifica. “.

